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	<description>Associazione Volontari in Bosnia ... Facca, Cittadella</description>
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		<title>RIUNIONE INFORMATIVA 23/05/2016 CASTELFRANCO VENETO (TV)</title>
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		<pubDate>Fri, 13 May 2016 08:43:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>basoke</dc:creator>
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		<description><![CDATA[l&#8217;associazione &#8220;Perchè no?&#8221; vi invita alla riunione informativa per la settimana estiva 2016! Venite con noi a creare ponti di pace tra i villaggi bosniaci attraverso giochi, musica ed animazione! CHI SIAMO E QUAL&#8217;E&#8217; IL NOSTRO PROGETTO IN BOSNIA: Se &#8230; <a href="https://www.percheno.info/riunione-informativa-23052016-castelfranco-veneto-tv/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;associazione &#8220;Perchè no?&#8221; vi invita alla riunione informativa per la settimana estiva 2016!<br />
Venite con noi a creare ponti di pace tra i villaggi bosniaci attraverso giochi, musica ed animazione!</p>
<p>CHI SIAMO E QUAL&#8217;E&#8217; IL NOSTRO PROGETTO IN BOSNIA:<br />
Se durante la guerra nella ex Jugoslavia la priorità era ovviamente quella di portare aiuto in situazioni di assoluta emergenza, la condizione attuale richiede la nostra presenza per contribuire a ricucire il tessuto sociale dilaniato dalle atrocità della pulizia etnica.<br />
“Perché no ?”cerca di creare un contatto tra “noi” e “loro”, nella fattispecie occasioni d’incontro tra la nostra realtà locale e i piccoli villaggi di Soko (mussulmano) e Kakmuz (ortodosso). In concreto, ci rechiamo in questi villaggi, con uno sguardo all’intera municipalità collaborando con altri gruppi come il nostro, almeno quattro volte l’anno, per delle visite che durano un fine settimana, in cui siamo ospitati dalle famiglie del posto, mentre in agosto ci fermiamo per otto giorni, si pernotta nella scuola o nelle famiglie e viene privilegiato il contatto con giovani e giovanissimi. In un periodo in cui si sta raggiungendo un sempre più alto livello di diffidenza nei confronti dell’islam, il contatto con i musulmani di Bosnia è sicuramente istruttivo, in quanto ci mostra non la realtà monolitica nella sua intransigenza come spesso viene presentata, bensì un modo di vivere la propria fede molto più vicino al nostro piuttosto che a quello dei talebani. Avvicinare le nostre scuole, associazioni, istituzioni alle loro, dare un aiuto materiale alle famiglie meno abbienti, creare tempi e spazi aggregativi per giovani e bambini non è un lavoro da poco, non è un lavoro facile, come non è facile valorizzare qui, in casa nostra, l’esperienza accumulata in Bosnia. In quel paese, che non si trova a distanze siderali ma solo dall’altra parte dell’Adriatico, ci sono tre comunità, differenti per cultura e religione, che diffidano l’una dell’altra. Il solco scavato dalla guerra è profondo, il nostro proposito di lungo, forse lunghissimo, termine è di gettare un ponte tra queste diverse comunità affinché ritrovino la strada del dialogo, lo stesso dialogo che dovremmo instaurare anche con gli “altri” più vicini a noi anziché stringerci alla comunità di appartenenza ed alzare muri per sfuggire al confronto.<br />
Per saperne di più basta visitare la nostra pagina facebook!</p>
<p>VI ASPETTIAMO NUMEROSI! C&#8217;E&#8217; BISOGNO DI VOI!</p>
<p>23 MAGGIO 2016</p>
<p>VIA VERDI 3,<br />
CASTELFRANCO VENETO</p>
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		<title>“Mancavano uomini e ragazzi. Così mi accorsi di Srebrenica” di Emma Bonino</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2016 13:42:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>basoke</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Emma Bonino: nel ’95 ero lì vicino, denunciai, nessuno mi ascoltò «Era l’11 luglio 1995. Me lo ricordo benissimo. Arrivò la notizia, secca, che migliaia e migliaia di persone erano in marcia da Srebrenica verso il campo profughi dell’Onu Tuzla. &#8230; <a href="https://www.percheno.info/mancavano-uomini-e-ragazzi-cosi-mi-accorsi-di-srebrenica-di-emma-bonino/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Emma Bonino: nel ’95 ero lì vicino, denunciai, nessuno mi ascoltò</div>
<div>
<p>«Era l’11 luglio 1995. Me lo ricordo benissimo. Arrivò la notizia, secca, che migliaia e migliaia di persone erano in marcia da Srebrenica verso il campo profughi dell’Onu Tuzla. Quel giorno, di rientro da una missione nella regione dei Grandi Laghi in Africa, ero a Strasburgo, e stavo facendo la mia relazione al Parlamento europeo». Emma Bonino, ai tempi del più grave massacro accaduto sul suolo europeo dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, di cui ricorre il ventennale e che oggi chiamiamo genocidio, era da pochi mesi Commissario Ue per gli Aiuti Umanitari. E le «capitò» di scoprire il massacro di Srebrenica. Questo è il suo racconto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Quando abbiamo saputo che migliaia e migliaia di persone erano in cammino verso Tuzla, abbiamo deciso di andare subito a vedere cosa stesse succedendo. In piena guerra nella ex Jugoslavia, e con le milizie serbe di Mladic che da tempo avevano sotto tiro le enclave serbo-bosniache musulmane, l’Onu aveva allestito sei “safe area”, zone di sicurezza presidiate dai Caschi Blu che però non avevano il mandato atto a proteggere la popolazione. All’epoca, ancora si credeva che la bandiera dell’Onu potesse essere un deterrente. Srebrenica era una di quelle “safe zone”, una enclave in territorio serbo, Tuzla il campo profughi più vicino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Atterriamo in elicottero, e percorriamo il campo. In un silenzio spettrale, passiamo in lungo e in largo tra le tende, la mensa, l’astanteria, gli uffici, l’ospedale da campo. E a un certo punto mi accorgo di aver visto solo donne, vecchi e bambini. Quante persone ci sono qui?, chiedo. Ero certa, perché mandavamo aiuti, che a Srebrenica ci fossero 42 mila cittadini. A Tuzla fanno i conti, due volte, e ci accorgiamo che ne mancano 8 mila. Tutti uomini, o adolescenti maschi, in età per combattere. Torniamo in mezzo alle tende, parliamo con le donne, e loro ci raccontano che i serbi li hanno divisi, donne vecchi e bambini da una parte, uomini e ragazzi da un’altra. Penso che devo tornare a Roma e denunciare la cosa. Saliamo sull’elicottero, ma si scatena un temporale, “rischiamo di sfracellarci sulle montagne”, dice il pilota, e torniamo indietro. Da Tuzla, mentre aspettiamo di ripartire, mi metto in contatto con la Croce Rossa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>Il rapporto a Bruxelles</div>
<p>Un paio di giorni dopo, quando riesco a rientrare, scrivo un rapporto che da Bruxelles viene mandato a tutte le capitali europee. Incredibilmente, segue la più totale indifferenza. Silenzio. E se qualcuno mi rispondeva, era per dirmi “chissà, magari gli uomini e i ragazzi si sono nascosti nelle foreste”. Foreste? Ma se non ci sono più foreste, la guerra le ha cancellate tutte, rispondevo inutilmente io&#8230; Bisognerà aspettare un mese, quel 10 agosto del ’95 in cui il Segretario di Stato americano, Madeleine Albright, che pure avevo subito informato di quello che era accaduto a Tuzla, rende pubbliche le foto satellitari di Srebrenica nelle quali si vedono chiaramente le fosse comuni. Quegli ottomila uomini e ragazzi serbo-bosniaci e musulmani separati da vecchi, donne e bambine dai serbi non erano nelle foreste. Erano morti nel massacro delle truppe del generale Mladic».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Per quasi un mese, del massacro di Srebrenica non si sa niente e nessuna capitale reagisce al rapporto che avevo inviato. Ma anche dopo le foto della Albright, la negazione pressoché totale da parte degli europei continuò a lungo. Per i Caschi blu olandesi che avevano lasciato passare i militari di Mladic senza colpo ferire cadde poi il governo olandese. Solo nel 1993, grazie agli italiani, al governo di Giuliano Amato che con i francesi si fa promotore di una apposita risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, era nato un tribunale ad hoc per i crimini di guerra nella ex Jugoslavia, dal quale parte una campagna che porterà alla nascita del Tribunale Penale Internazionale. Nel 1996 sono tornata a Srebrenica, per la commemorazione, e ancora l’anno dopo con Hillary Clinton e l’ex ministro degli Esteri italiano Susanna Agnelli per il progetto di riconciliazione dell’Institute for Inclusive Security, centrato sulle donne che saranno alla commemorazione anche per questo ventennale, un progetto che nacque proprio in quei giorni lontani. Ma da allora, le cose non sono cambiate molto. Nessuna capitale reagì allora, nessuna pensò di coinvolgere l’Europa».</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>Le colpe di Usa e Ue</div>
<p>Qualche giorno fa, l’«Observer» ha pubblicato un’inchiesta nella quale si dice che Francia, Inghilterra e Usa non intervennero militarmente a Srebrenica per non indisporre Milosevic che doveva sedersi, di lì a pochi mesi, al tavolo degli accordi di Dayton. Lei che ne pensa, si aveva sentore di qualcosa del genere, in quei giorni? «Perché, qualcuno pensò mai di coinvolgere l’Europa? No. Le cose vanno così ancora oggi. Pensiamo all’intervento francese in Mali. Parigi non ha comunicato a nessuno la sua decisione, tantomeno alla Ue. Si è limitata a farla ratificare, due mesi dopo, alla riunione Ue dei ministri. E il tutto, alla faccia del Trattato di Lisbona, e del previsto coordinamento della politica estera. Da quell’11 luglio del 1995 sono cambiate molte cose. Ma non in Europa. La Ue continua a non funzionare, per carenze proprie, ma soprattutto per le precise volontà dei governi nazionali».</p>
</div>
<div>antonella rampino</div>
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		<title>A 20 ANNI DA DAYTON DI AZHRA NUHEFENDIC</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2015 14:43:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>basoke</dc:creator>
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		<description><![CDATA[14 dicembre 2015 Il 14 dicembre di 20 anni fa, a Parigi, furono firmati gli accordi di Dayton. Cosa significarono quegli accordi per i paesi dell’ex Jugoslavia e per la Bosnia Erzegovina in particolare? Per la Bosnia significarono la fine &#8230; <a href="https://www.percheno.info/a-20-anni-da-dayton-di-azhra-nuhefendic/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>14 dicembre 2015 Il 14 dicembre di 20 anni fa, a Parigi, furono firmati gli accordi di Dayton. Cosa significarono quegli accordi per i paesi dell’ex Jugoslavia e per la Bosnia Erzegovina in particolare? Per la Bosnia significarono la fine della guerra. Prima la gente moriva, le città erano sotto assedio e regnava la distruzione. In breve non si vedeva un futuro per 4 milioni di bosniaci. Allo stesso tempo però questi accordi hanno creato le basi per quello che sarebbe successo dopo, per i 20 anni successivi. Tempo in cui la situazione non solo si è fermata, ma sotto alcuni aspetti è persino tornata indietro, peggiorando la condizione della Bosnia. In che senso? E’ peggiorato il rapporto tra le religioni e le etnie, la divisione è andata avanti ed è diventata persino più profonda di quella che era in passato. Sono cresciute nuove generazioni che non hanno imparato, non hanno avuto quello che avevamo noi cresciuti nell’ex Jugoslavia, e cioè il vedere il prossimo come un vicino, un amico, una persona positiva. Le nuove generazioni in Bosnia sono purtroppo cresciute sotto la fortissima ed inquietante pressione della politica nazionalistica che ha fatto crescere i 20enni di oggi non a fianco l’uno dell’altro, ma uno contro l’altro. Migrazioni, rotta balcanica, estremismo islamico: come si inseriscono in questo contesto? La Bosnia non è toccata dalla rotta balcanica in quanto non è questo il percorso più breve per i profughi e i migranti che arrivano dal Medio Oriente. Per quanto riguarda invece il terrorismo mi ribello contro quelli che per forza, calcolo politico o ignoranza vogliono inserire la Bosnia tra i paesi a maggior presenza e maggior rischio in Europa. E’ una costruzione che non ha a che fare con la realtà. La Bosnia è un paese piccolo, dove le istituzioni internazionali sono molto presenti, e dove la presenza o i tentativi del terrorismo di infiltrarsi non sono diversi che altrove. La Bosnia è vittima dei pregiudizi e degli stereotipi perché la maggioranza della popolazione è composta da musulmani. Lei ha scritto qualche anno fa un libro che raccoglie tanto le cronache quanto i ricordi personali dei giorni della guerra. Un suo ricordo personale legato alla firma degli accordi di Dayton? Grande sollievo. Tutto quello che è successo dopo Dayton è infatti nulla al confronto con la morte quotidiana cui era esposta Sarajevo, la mia città natale, e con lei tutta la Bosnia. E’ nulla confronto ai campi di concentramento dove la gente veniva torturata ed uccisa, campi riapparsi in Europa dopo 50 anni. Oggi il problema è politico, una politica che non condivido e non giudico positiva, ma comunque nulla rispetto ai 100mila morti, alle città e alle tradizioni distrutte dalla guerra. Se oggi si ascolta un genitore o qualsiasi bosniaco, diranno che in Bosnia non si sta bene, non c’è giustizia e c’è anzi povertà. Ma la gente non si spara, non corre il rischio di venire uccisa in casa o per strada o internata…</div>
<div>
<div>Cosa andrebbe fatto ora, a 20 anni dalla pace? Quello che di buono ha prodotto Dayton è la pace, di cattivo la politica nazionalista che continua ancora e va avanti. I politici che hanno portato la Bosnia alla guerra sono stati processati, condannati e stanno scontando le pene attribuitegli, ma la politica nazionalista è ancora in scena e attiva. Col pretesto del patriottismo si conquistano voti e si convince la gente a sopportare una politica fuori dal tempo che non fa, inoltre, progredire il paese. La Bosnia era un paese industrializzato, oggi non ci sono industrie, è il paese più povero d’Europa, primo per corruzione con la metà della popolazione senza lavoro. Gli accordi di Dayton riguardavano e riguardano principalmente la Bosnia Erzegovina. Qual è la situazione oggi degli altri paesi nati dall’ex Jugoslavia? Gli accordi di Dayton riguardavano la Bosnia ma sono stati importanti per tutti i paesi dell’ex Jugoslavia perché la guerra in Bosnia era il cuore del problema dei Balcani. Con la pace si può dire che abbiamo ottenuto le bandiere, ma abbiamo perso le mutande. Chi non ha lavoro non è una persona libera e la maggior parte delle persone che vivono nell’ex Jugoslavia si trova in queste condizioni: senza lavoro né futuro. Con la guerra e dopo sono stati distrutti i sistemi sanitari e sociali senza che ne venissero costruiti di nuovi. Tutti i paesi nati dalla dissoluzione dell’ex Jugoslavia vanno indietro e non avanti. * Azra Nuhefendic è una giornalista di origine bosniaca che dal 1995 vive e lavora a Trieste. Collabora con il quotidiano Il Piccolo, è corrispondente per l’Osservatorio Balcani e Caucaso. Prima lavorava per il quotidiano “Oslobodjenje” (Liberation) di Sarajevo. Negli anni &#8217;80, trasferitasi da Sarajevo a Belgrado, ha lavorato per la radio e la TV di Belgrado fino all’inizio della guerra. Ha vinto il premio annuale della radiotelevisione di Belgrado per i contributi giornalistici sugli scandali finanziari (1986); il premio “Reportage dell’anno” per i servizi sullo sciopero dei minatori del Kosovo (1987). E’ stata premiata come inviato speciale per i servizi, sulla rivoluzione in Romania (1989). Nel 2011 ha pubblicato il libro “Le stelle che stanno giù”, cronache dalla Jugoslavia e dalla Bosnia Erzegovina</div>
</div>
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		<title>Spettacolo “Come d&#8217;Autunno” – 29 Maggio 2015</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2015 08:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jessikini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;COME D&#8217;AUTUNNO&#8221; Ricordi della Grande Guerra “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”. Questa celeberrima poesia racconta con straordinaria efficacia la terribile condizione che i soldati vissero nelle trincee della Prima Guerra Mondiale, precaria e incerta, in balia di &#8230; <a href="https://www.percheno.info/2041/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;COME D&#8217;AUTUNNO&#8221; Ricordi della Grande Guerra</p>
<p>“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”.</p>
<p>Questa celeberrima poesia racconta con straordinaria efficacia la terribile condizione che i soldati vissero nelle trincee della Prima Guerra Mondiale, precaria e incerta, in balia di eventi più grandi di loro.  Questo spettacolo è dedicato anche ad un altro esercito, un esercito numeroso e quasi sempre ingiustamente dimenticato, che ha combattuto una guerra altrettanto dolorosa e crudele: l’esercito delle madri, mogli, figlie, sorelle, compagne che si trovarono improvvisamente con la vita sconvolta, costrette ad assumersi responsabilità e ruoli inediti, a inventarsi un nuovo modo per gestire le esigenze pratiche della vita e insieme per sopportare l’angoscia della mancanza e dell’attesa.  Senza sapere davvero cosa accadeva ai loro cari, senza sapere se li avrebbero mai rivisti.  Questo spettacolo è dedicato a tutti loro.</p>
<div>VENERDI’ 29 MAGGIO 2015</div>
<div>“COME D&#8217;AUTUNNO” Atto unico di Federica Santinello</div>
<div>Compagnia dell&#8217;Imprevisto</div>
<div>ore 21:00</div>
<div>presso: “Sala  Emmaus” del Patronato Pio X Cittadella</div>
<div>via borgo treviso, 78</div>
<div></div>
<div>Vi aspettiamo!</div>
<div></div>
<div></div>
<div> <a class="lightbox" title="Come d'autunno" href="http://www.percheno.info/wp-content/uploads/2015/05/manifest2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2042" src="http://www.percheno.info/wp-content/uploads/2015/05/manifest2.jpg" alt="" width="808" height="1144" /></a></div>
<p>&nbsp;</p>
<div></div>
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		<title>Spettacolo &#8220;Arrabal Pic Nic&#8221; &#8211; 15 Maggio 2015</title>
		<link>https://www.percheno.info/spettacolo-arrabal-pic-nic-15-maggio-2015/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2015 08:41:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jessikini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;ARRABAL PIC NIC&#8221; Pic nic in Campagna Questo breve atto unico di Fernando Arrabal ci porta in prima linea in una non definita guerra. La genialità di questo testo sta nel sottolineare la completa inadeguatezza dei personaggi nell&#8217;affrontare la situazione. &#8230; <a href="https://www.percheno.info/spettacolo-arrabal-pic-nic-15-maggio-2015/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;ARRABAL PIC NIC&#8221; Pic nic in Campagna</p>
<p>Questo breve atto unico di Fernando Arrabal ci porta in prima linea in una non definita guerra. La genialità di questo testo sta nel sottolineare la completa inadeguatezza dei personaggi nell&#8217;affrontare la situazione. Due sprovveduti soldati e due genitori in gita si muovono goffamente in questo contesto completamente impreparati all&#8217;unica verità della guerra. Lo stridente candore della famigliola e del soldato ci accompagna, regalandoci involontariamente una vera e totale accusa contro chi da sempre trae profitto dall&#8217;orrore dei conflitti.</p>
<div> VENERDI’ 15 MAGGIO 2015</div>
<div>“PIC NIC IN CAMPAGNA” Atto unico di Fernando Arrabal</div>
<div>Compagnia TeatroUtile</div>
<div>ore 21:00</div>
<div>presso: “Sala  Emmaus” del Patronato Pio X Cittadella</div>
<div>via borgo treviso, 78</div>
<div></div>
<div>Vi aspettiamo!</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<p>&nbsp;</p>
<div></div>
<address> </address>
<div></div>
<div></div>
<div><a class="lightbox" title="Arrabal pic nic" href="http://www.percheno.info/wp-content/uploads/2015/05/Arrabal-pic-nic.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2028" src="http://www.percheno.info/wp-content/uploads/2015/05/Arrabal-pic-nic.jpg" alt="" width="787" height="1122" /></a></div>
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		<title>Teatro di Maggio 2015</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2015 08:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jessikini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;associazione &#8220;Perchè no?&#8221; assieme alla compagnia &#8220;Teatro Utile&#8221; e alla &#8220;Compagnia dell&#8217;imprevisto&#8221; presentano due spettacoli sul tema della guerra ad ingresso libero. ore 21:00 presso: “Sala  Emmaus” del Patronato Pio X Cittadella via borgo treviso, 78 Vi aspettiamo! VENERDI’ 15 MAGGIO 2015 &#8230; <a href="https://www.percheno.info/teatro-di-maggio-2015/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>L&#8217;associazione &#8220;Perchè no?&#8221; assieme alla compagnia &#8220;Teatro Utile&#8221; e alla &#8220;Compagnia dell&#8217;imprevisto&#8221; presentano due spettacoli sul tema della guerra ad ingresso libero.</div>
<div></div>
<div>ore 21:00</div>
<div>presso: “Sala  Emmaus” del Patronato Pio X Cittadella</div>
<div>via borgo treviso, 78 Vi aspettiamo!</div>
<div></div>
<div>VENERDI’ 15 MAGGIO 2015 “PIC NIC IN CAMPAGNA” Atto unico di Fernando Arrabal Compagnia TeatroUtile</div>
<div></div>
<div>VENERDI’ 29 MAGGIO 2015 “COME D’AUTUNNO” Atto unico di Federica Santinello Compagnia dell&#8217;imprevisto</div>
<div></div>
<div> <a class="lightbox" title="Teatro di Maggio A3" href="http://www.percheno.info/wp-content/uploads/2015/05/Teatro-di-Maggio1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2024" src="http://www.percheno.info/wp-content/uploads/2015/05/Teatro-di-Maggio1.jpg" alt="" width="261" height="378" /></a></div>
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		<title>Elezione nuovo direttivo &#8211; 1 Febbraio 2015</title>
		<link>https://www.percheno.info/elezione-nuovo-direttivo-1-febbraio-2015/</link>
		<comments>https://www.percheno.info/elezione-nuovo-direttivo-1-febbraio-2015/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2015 08:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jessikini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo una lunga assemblea, oggi 1 Febbraio 2015 tutti i soci hanno eletto il nuovo direttivo dell&#8217;Associazione &#8220;Perché no?&#8221;. Presidente: Mattia Mometti Vice-Presidente: Jessica Martini Tesoriere: Alessandro Pagnin Revisore dei Conti: Eddy Bragagnolo Segretario: Giovanni Lago Probiviri: Sally Parolin Un &#8230; <a href="https://www.percheno.info/elezione-nuovo-direttivo-1-febbraio-2015/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo una lunga assemblea, oggi 1 Febbraio 2015 tutti i soci hanno eletto il nuovo direttivo dell&#8217;Associazione &#8220;Perché no?&#8221;.</p>
<ul>
<li>
<div style="text-align: left">Presidente: Mattia Mometti</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: left">Vice-Presidente: Jessica Martini</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: left">Tesoriere: Alessandro Pagnin</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: left">Revisore dei Conti: Eddy Bragagnolo</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: left">Segretario: Giovanni Lago</div>
</li>
<li>
<div style="text-align: left">Probiviri: Sally Parolin</div>
</li>
</ul>
<div>
<p>Un grande in bocca al lupo al nuovo direttivo e a tutti i soci, che sia un anno pieno di nuovi progetti e grandi emozioni!</p>
<p><a class="lightbox" title="Nuovo direttivo " href="http://www.percheno.info/wp-content/uploads/2015/02/10959302_779935508721302_1492569580163060879_n.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2007" src="http://www.percheno.info/wp-content/uploads/2015/02/10959302_779935508721302_1492569580163060879_n.jpg" alt="" width="720" height="720" /></a></p>
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		<title>Rwanda &#8220;Dio è qui&#8221; &#8211; 7 Febbraio 2015</title>
		<link>https://www.percheno.info/rwanda-dio-e-qui-7-febbraio-2015/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2015 14:32:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jessikini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Avevo solo due scelte: fuggire o lottare. Ho scelto la seconda&#8221; Augustin Maniriho – Sopravvissuto Dopo il successo de “La Scelta” (350 repliche tra Italia ed Europa, patrocinato da Amnesty International e RAI-Segretariato Sociale) Marco Cortesi e Mara Moschini, tra &#8230; <a href="https://www.percheno.info/rwanda-dio-e-qui-7-febbraio-2015/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Avevo solo due scelte: fuggire o lottare. Ho scelto la seconda&#8221; Augustin Maniriho – Sopravvissuto</p>
<p>Dopo il successo de “La Scelta” (350 repliche tra Italia ed Europa, patrocinato da Amnesty International e RAI-Segretariato Sociale) Marco Cortesi e Mara Moschini, tra i più apprezzati autori e interpreti della nuova generazione di teatro civile e narrazione, portano in scena un nuovo avvincente spettacolo-inchiesta.</p>
<p>Lo spettacolo è inserito all’interno del progetto “Incontri di Pace” ed è promosso dall’Associazione “Perché no?” di Cittadella e dal comitato “Unamano” di San Giorgio in Bosco, entrambi creatori di ponti di pace nel cantone di Tuzla nella Bosnia Erzegovina.</p>
<p>Vi aspettiamo Sabato 7 Febbraio, ore 21.00 presso il Teatro Palladio di <a href="https://www.facebook.com/pages/Fontaniva/108290832532186">Fontaniva</a> (via Montegrappa)</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2003" src="http://www.percheno.info/wp-content/uploads/2015/01/MANIFESTO_400px1.jpg" alt="" width="400" height="571" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Serata della Memoria &#8211; 6 Febbraio 2015</title>
		<link>https://www.percheno.info/serata-della-memoria-6-febbraio-2015/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2015 10:31:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jessikini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Associazione &#8220;Perchè no?&#8221; è lieta di invitarvi ad una serata a scopo educativo incentrata sul Ricordo. Guarderemo al passato e non solo, da nuovi punti di vista,  spaziando dalla poesia, al teatro, alla musica. Vi aspettiamo Venerdì 6 Febbraio 2015, &#8230; <a href="https://www.percheno.info/serata-della-memoria-6-febbraio-2015/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione &#8220;Perchè no?&#8221; è lieta di invitarvi ad una serata a scopo educativo incentrata sul Ricordo. Guarderemo al passato e non solo, da nuovi punti di vista,  spaziando dalla poesia, al teatro, alla musica.</p>
<p>Vi aspettiamo Venerdì 6 Febbraio 2015, alle ore 20.45 all&#8217;Auditorium di Savatronda, Via Centro 24, Salvatronda di Castelfranco Veneto.</p>
<div id="attachment_1996" class="wp-caption aligncenter" style="width: 3518px"><a class="lightbox" title="Serata della memoria 2015" href="http://www.percheno.info/wp-content/uploads/2015/01/serata-della-memoria1.jpg"><img class="size-full wp-image-1996" src="http://www.percheno.info/wp-content/uploads/2015/01/serata-della-memoria1.jpg" alt="Vi aspettiamo alle ore 20.45 all'auditorium &quot;Giovanni Graziotto&quot; a Salvatronda di Castelfranco Veneto, Via del centro 24." width="3508" height="4961" /></a><p class="wp-caption-text">Vi aspettiamo alle ore 20.45 all&#8217;auditorium &#8220;Giovanni Graziotto&#8221; a Salvatronda di Castelfranco Veneto, Via del centro 24.</p></div>
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		<title>Petizione raccolta firme pro sala di preghiera per associazione Asar</title>
		<link>https://www.percheno.info/petizione-raccolta-firme-pro-sala-di-preghiera-per-associazione-asar/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2015 15:05:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vodkaalk</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Sindaco di Cittadella, ci pregiamo inoltrare questa petizione a lei e all’Amministrazione Comunale da lei diretta, chiedendo di garantire all&#8217;Associazione Culturale Islamica ‘Asar’, che ha chiesto l&#8217;iscrizione al Registro Municipale delle Libere Associazioni di Volontariato e Cooperative di Utilità &#8230; <a href="https://www.percheno.info/petizione-raccolta-firme-pro-sala-di-preghiera-per-associazione-asar/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Sindaco di Cittadella,</p>
<p>ci pregiamo inoltrare questa petizione a lei e all’Amministrazione Comunale da lei diretta, chiedendo di garantire all&#8217;Associazione Culturale Islamica ‘Asar’, che ha chiesto l&#8217;iscrizione al Registro Municipale delle Libere Associazioni di Volontariato e Cooperative di Utilità Sociale, condizioni di parità di diritti e doveri con le altre associazioni del territorio, nonché il diritto di svolgere la propria attività culturale, di incontro e di preghiera nei locali da questa condotti in locazione. Le chiediamo, inoltre, di volersi far promotore presso il Consiglio Comunale della richiesta di inserire nello statuto cittadino i principi di libertà di associazione culturale e religiosa e di prevedere adeguate forme di rappresentanza istituzionale delle comunità migranti. Noi non stiamo chiedendo di aprire un luogo di culto islamico o che le associazioni musulmane si mescolino alle nostre associazioni. Noi semplicemente prendiamo atto che un gruppo di nuovi cittadini del nostro Comune, membri da anni e da decenni della nostra comunità, seppure alcuni non ancora di cittadinanza italiana, bene inseriti nei nostri circuiti economici e produttivi, genitori di bambini e ragazzi che parlano il nostro dialetto e sono mescolati ai nostri figli nelle scuole e nelle squadre sportive, chiede, sia di partecipare maggiormente alla nostra vita culturale e per questo ha presentato domanda di iscrizione all’albo cittadino delle associazioni, sia di avere un luogo dove svolgere la propria attività culturale ed anche di preghiera. Ci sono quattro motivi che avvalorano la nostra richiesta ed orientano ad una migliore convivenza civile:</p>
<p>• Motivo istituzionale. La nostra Costituzione, legge fondamentale su cui ha giurato come sindaco, a proposito</p>
<p>di religione dice: “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto.”(art. 19). Anche la Convenzione Internazionale sui Diritti Civili e Politici (ONU 1966), è vincolante per l’Italia e quindi anche per Cittadella. Riprendendo l’articolo 18 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, afferma: “ Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto include la libertà di avere o di adottare una religione o un credo di sua scelta, nonché la libertà di manifestare, individualmente o in comune con altri, e sia in pubblico sia in privato, la propria religione o il proprio credo nel culto e nell&#8217;osservanza dei riti, nelle pratiche e nell&#8217;insegnamento.”</p>
<p>• Motivo civile. Conveniamo che Talebani e ISIS sono quanto di più oscuro e triste stia producendo l’umanità in questi ultimi tempi, ma non ci sembra che i circa 250 islamici con cui viviamo a Cittadella da anni, siano “terroristi”. Anzi, appunto per evitare tendenze verso tali devianze (anche da parte di nostri giovani “veneti”) è meglio l’inclusione che l’esclusione. Al fondamentalismo si reagisce con l’apertura alla diversità, una grande conquista nell’evoluzione civile dell’umanità. Visto che sono loro stessi a chiedere di integrarsi con noi con la domanda di essere inscritti all’albo delle associazioni cittadine (ora 80), perché ghettizzarli escludendoli?</p>
<p>• Motivo socioculturale. L’umanità in questi ultimi decenni si è talmente mescolata, che è impossibile tornare indietro. E’ impensabile mandarli tutti nei paesi di loro origine! Meglio imparare a convivere. In passato si credeva, ottusamente e tragicamente, che la nostra cultura fosse superiore alle altre, se non l’unica. È solo con il dialogo e l’inclusione sociale che i valori positivi delle nuove culture che si trovano ora a convivere nella nostra Cittadella, potranno rendere più bella la nostra cultura veneta.</p>
<p>• Motivo religioso. Conveniamo che è scorretta la chiusura di certi paesi islamici a religioni diverse dalla propria. Ma non commettiamo anche noi lo stesso errore! Anche perché, se loro pregano Allah, pregano lo stesso nostro Dio, perché la parola araba Allah, tradotta in italiano significa Dio. Vorremmo che anche a Cittadella si imitasse quanto hanno fatto gli ultimi tre papi in modo esemplare: pregare assieme nei nostri e nei loro luoghi di culto. Lo diceva anche sant’Ambrogio: “Non si può impedire di pregare Dio a chi lo prega in modo diverso”. Le ricordiamo che papa Francesco afferma che il dialogo interreligioso è pilastro fondamentale nel processo di costruzione di pace fra i popoli ed è antidoto ad ogni fondamentalismo religioso.</p>
<p>Augurandoci che questa nostra petizione sia accolta come stimolo di evoluzione positiva del suo modo di essere nostro sindaco, le porgiamo cordiali saluti. Questa iniziativa di raccolta firme e sensibilizzazione è proposta dalle seguenti dodici</p>
<p>Incontro fra i Popoli ONG onlus,</p>
<p>Movimento Senonoraquando Cittadella,</p>
<p>Stella del Sud Bottega del Mondo,</p>
<p>Comunità Papa Giovanni XXIII,</p>
<p>Comitato Cittadella Città Aperta,</p>
<p>“Asar” Associazione Culturale Islamica,</p>
<p>Una Proposta Diversa,</p>
<p>Stella fra i Popoli cooperativa,</p>
<p>“ARNI” Associazione Nigerini Residenti</p>
<p>CGIL Padova/Cittadella,</p>
<p>Fratelli Dimenticati,</p>
<p>ANPI Associazione Nazionale Partigiani d’Italia,</p>
<p>Comitato di Solidarietà e Pace Perché no?.</p>
<p>Ritornare i fogli con le firme a Incontro fra i Popoli, Contrà Corte Tosoni 99, 35013 Cittadella.</p>
<p>Per informazioni: 049 597 53 38, info@incontrofraipopoli.it</p>
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