Cosa facciamo

Se durante la guerra nella ex Jugoslavia la priorità era ovviamente quella di portare aiuto in situazioni di assoluta emergenza, la condizione attuale richiede la nostra presenza per contribuire a ricucire il tessuto sociale dilaniato dalle atrocità della pulizia etnica.

“Perché no ?”cerca di creare un contatto tra “noi” e “loro”, nella fattispecie occasioni d’incontro tra la nostra realtà locale e il piccolo villaggio musulmano di Soko. In concreto, ci rechiamo in questo villaggio, con uno sguardo all’intera municipalità collaborando con gli altri gruppi come il nostro, almeno quattro volte l’anno, per delle visite che durano un fine settimana, in cui siamo ospitati dalle famiglie del posto, mentre in agosto ci fermiamo per otto giorni, si pernotta nella scuola e viene privilegiato il contatto con giovani e giovanissimi. In un periodo in cui si sta raggiungendo un sempre più alto livello di diffidenza nei confronti dell’islam, il contatto con i musulmani di Bosnia è sicuramente istruttivo, in quanto ci mostra non la realtà monolitica nella sua intransigenza come spesso viene presentata, bensì un modo di vivere la propria fede molto più vicino al nostro piuttosto che a quello dei talebani. Avvicinare le nostre scuole, associazioni, istituzioni alle loro, dare un aiuto materiale alle famiglie meno abbienti, creare tempi e spazi aggregativi per giovani e bambini non è un lavoro da poco, non è un lavoro facile, come non è facile valorizzare qui, in casa nostra, l’esperienza accumulata in Bosnia. In quel paese, che non si trova a distanze siderali ma solo dall’altra parte dell’Adriatico, ci sono tre comunità, differenti per cultura e religione, che diffidano l’una dell’altra. Il solco scavato dalla guerra è profondo, il nostro proposito di lungo, forse lunghissimo, termine è di gettare un ponte tra queste diverse comunità affinché ritrovino la strada del dialogo, lo stesso dialogo che dovremmo instaurare anche con gli “altri” più vicini a noi anziché stringerci alla comunità di appartenenza ed alzare muri per sfuggire al confronto.

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